Per questa giornata grigia ho scelto una storia scoppiettante e piena di colore (in particolare di rosa shocking) quella di Elsa Schiaparelli fu la donna che rese la moda una vera e propria opera d’arte indossabile. Fu innovativa, piena di vita ed eccentrica.
La persona a cui Elsa era più affezionata era suo zio Giovanni, che la sollevava tra le braccia per farle ammirare il cielo al telescopio, dicendole: ”Avrai fortuna e un grande avvenire, perché i tuoi nei sulla guancia disegnano la costellazione dell’Orsa Maggiore” ed aveva proprio ragione!
Elsa nasce a Roma il 10 settembre 1890 da una famiglia di intellettuali piemontesi, conosce e collabora con tanti artisti e vive in diverse città come Parigi, New York e Londra.
Fu la prima a sperimentare una grande quantità di materiali sintetici o rielaborati chimicamente, sempre alla ricerca di effetti particolari tanto che un abito che realizzò per Diana Vreeland (direttrice di Vogue) fu mandato in tintoria e non tornò mai più alla proprietaria perché si sciolse nell’acqua.
Il colore per antonomasia di Elsa fu il rosa shocking, un colore che già esisteva ma che fu proprio lei a renderlo popolare, utilizzandolo sia come colore della scatola del suo profumo sia nei vestiti e gioielli. Per la Schiap questo colore era “impossibile, sfrontato, brillante, piacevole e pieno d’energie, come tutta la luce, tutti gli uccelli e tutti i pesci del mondo messi insieme.”
Elsa Schiaparelli aprì la sua prima sartoria a Parigi dove espose l’insegna “Pour lo sport” e qui iniziò a presentare le sue collezioni. Erano abiti sportivi ben progettati per i movimenti richiesti, ma colorati e decorati con immagini, scritte, pesci rossi, ancore, stelle e cuori trafitti. Anche per lo sci cercò soluzioni più eleganti rispetto a quelle già in uso. Iniziò a disegnare instancabile con richiami al Dadaismo, al Surrealismo e alle arti africane. Il suo immediato successo la portò ad aprire il suo “Schiap Shop” a Parigi nel 1934. Il diminutivo “Schiap” fu probabilmente introdotto in Francia per semplificare la pronuncia del suo cognome, ma divenne poi il suo nome d’arte.
Uno dei tanti artisti con cui collaborò fu Salvador Dalì e insieme realizzarono il modello “scrivania” un tailleur con le tasche a forma di cassetti dotate di anelli per l’apertura, questo simboleggiava l’intero mondo che la donna aveva dentro di sé. Molteplici sono gli abiti bizzarri che realizzarono insieme, uno aveva un’aragosta enorme stampata e del prezzemolo, un altro pezzo bellissimo fu l’abito scheletro che aveva imbottiture a forma di vertebre, il tailleur completato dal famosissimo cappello-scarpa e la borsa-telefono in velluto nero con il quadrante ricamato in oro.
La donna a cui Elsa Schiaparelli si ispirava era una donna nuova, piena di vita, divertente, ma anche sensuale. La Schiaparelli suggerì a tutte le donne fantasia, ardore e slancio. Le aiutò a scoprire l’umorismo e l’orgoglio di essere intelligenti e di mostrarlo, senza per questo sentirsi meno femminili, voleva che le donne fossero loro stesse e che comunicassero la propria individualità. Elsa liberò il loro corpo dalle costrizioni, offrendo una nuova e maggiore capacità di movimento, e permise alla donna di trasmettere, attraverso le sue forme e le sue decorazioni, la ricchezza del proprio mondo interiore.
Tantissime furono le ispirazioni per Elsa, in particolare il circo e l’astrologia.La sua ultima collezione fu ispirata alla musica, probabilmente per alleggerire un’atmosfera pesantissima che tutti stavano ormai vivendo a causa della guerra.
Dopo l’inizio del conflitto mise in atto una piccola collezione che chiamò “Cash and Carry” dove i capi avevano cerniere e tasche grandi in modo tale da permettere alle donne di portare con loro il necessario in caso di raid aerei.
Elsa era una donna formidabile, ma in qualche modo sempre distante dagli altri, non andò mai alla ricerca dell’amore perfetto, ma preferì la solitudine. Nel suo libro “Shocking Life” accenna ad una relazione che però non la convinse abbastanza ad abbattere le barriere che aveva eretto per proteggersi dalle delusioni.
Voi Care Donne alzate tutti i muri che volete per proteggervi, ma ricordatevi anche di lasciare delle porte aperte per permettere alle cose belle di entrare.
