Jane Goodall partì da Bornemouth con zero titoli scientifici ma tanto amore per gli animali da finire in Africa e diventare una delle più famose etologhe del mondo.
Oggi parleremo della storia di una donna con un amore immenso per la natura ed in particolare per gli scimpanzé, un’anima rara che tutt’oggi (con ben 90 anni) cerca di salvaguardare il nostro pianeta.
Valerie Jane Morris-Goodall nacque il 3 aprile 1934 a Londra, suo padre era un uomo assente, quasi disinteressato al legame con la figlia, ma c’è un particolare che mi ha colpita molto nel loro rapporto. Poco prima di partire per la guerra regalò a Jane un peluche di scimpanzé, benché il loro rapporto non fosse dei migliori è come se questo regalo avesse in un certo modo predetto il destino di Jane. Il peluche si chiamava Jubilee e Jane lo conserva ancora dopo tutti questi anni.
A differenza di suo padre, sua madre Vanne fu una figura molto importante, in un’intervista la ringrazia e dice che se lei non l’avesse sostenuta forse non avrebbe fatto tutto ciò che ha fatto. È stata sua madre ad aver sempre sostenuto il suo sogno mentre tutti gli altri ridevano di lei. Vanne l’accompagnò la prima volta in Africa, fu la prima a riconoscere l’amore di Jane per gli animali e la stessa che non si arrabbiava quando da piccola metteva i lombrichi sotto il cuscino.
Jane cresce nella Londra del dopoguerra, lavora prima come cameriera e poi come segretaria, questo le permise di mettere da parte dei soldi per coronare il suo sogno di andare in Kenya, ma con il tempo questo desiderio stava quasi scomparendo tra la noia e la rassegnazione di una vita che non era la sua.
Fu un periodo davvero duro, ma come sappiamo tutte la vita è imprevedibile e a volte può regalarci occasioni meravigliose. E infatti un giorno la sua amica Clo le spedisce una lettera dove la invitava ad andare a trovarla in Kenya, dove si era trasferita con la famiglia. Pensate che a quel tempo Jane impiegò in nave 3 settimane per arrivare a Mombasa e 2 giorni di treno per arrivare a Nairobi.
In Kenya conosce Louis Leakey, uno dei maggiori esperti di animali africani che, vedendo la passione e la curiosità di Jane, le chiese di lavorare per lui, così inizia finalmente la sua avventura.
Le sue giornate africane seguivano sempre la stessa routine sia che ci fosse il sole, il vento o la pioggia lei se ne stava lì, ferma ed in silenzio ad osservare gli scimpanzé, annotando tutto sul suo taccuino e spesso osservandoli attraverso il suo binocolo. Capitava a volte anche che non incontrasse nemmeno uno scimpanzé o vedendola scappavano via. I primi tempi furono duri, immersi nella solitudine, ma Jane, determinata, non pensò mai di mollare.
Jane fece una cosa che non aveva mai fatto nessuno prima d’ora, diede un nome agli scimpanzé per poterli riconoscere, c’era David Barbagrigia (David Greybeard), Golia, Mister Gregor, Flo e la sua figlia Fifi, gli animali solitamente venivano riconosciuti tramite un numero, per lei questa pratica era fuori discussione. Dopo quasi 5 mesi di osservazioni da lontano (e molta frustrazione) uno scimpanzé, per la precisione David, mostrò un atteggiamento diverso, cercava di avvicinarsi a lei. Nei giorni successivi David continuò a comportarsi nello stesso modo, si avvicinava sempre di più e si lasciava guardare senza segni di aggressività. Con i suoi gesti lo scimpanzé la stava facendo entrare nel suo mondo, un mondo nel quale sino ad ora non era entrato nessun essere umano.
La scoperta eccezionale che fece arrivò poco dopo quando un giorno vide David prendere un ramo, pulirlo bene bene, frugare dentro un nido di termiti e mangiarsele. Il modo in cui David aveva pulito il ramo dimostrava che quell’animale era in grado di “fabbricare” uno strumento, ma non solo aveva anche scoperto che gli scimpanzé non erano vegetariani, al contrario di ciò che si credeva. Le scoperte di Jane furono importanti perché è stata la prima ad attribuire qualità umane a degli animali, lei ripete spesso:” Non siamo gli unici esseri con menti, personalità ed emozioni.”
Nella sua vita Jane è partita con zero competenze fino ad arrivare a fondare Il Comitato per la Conservazione e la Cura degli Scimpanzé, ottenere il Ghandi King alla non-violenza, fu nominata come Messaggero di Pace delle Nazioni Unite, ottiene la Legion d’onore francese e fonda Il Jane Goodall Institute per la salvaguardia dell’uomo, gli animali e l’ambiente. Le sue scoperte sono state fondamentali ed il suo lavoro è tutt’oggi importantissimo.
Il suo valore risiede nel suo enorme coraggio e nel suo amore senza confini. Mi piace davvero il suo sguardo dolce, si vede la profondità della sua anima.
Spero che questa storia vi sia piaciuta e vi abbia incuriosite, Jane ci ha insegnato che le difficoltà esistono, ma che esistono anche le vie per vivere la vita che desideriamo.
Se volete su Disney+ c’è il documentario “Jane” che è davvero molto bello.
Volevo lasciarvi con una frase che scrisse lei in una lettera:” Cara famiglia, io sono una persona qualunque che fa quello che ha sempre voluto fare, nella natura dormendo sotto le stelle, osservando gli animali. È possibile? Sono veramente io? Le colline e le foreste sono la mia casa.”
Oggi parleremo di Jane Goodall, la storia di una donna con un amore immenso per la natura ed in particolare per gli scimpanzé, un’anima rara che tutt’oggi (con ben 90 anni) cerca di salvaguardare il nostro pianeta.
Valerie Jane Morris-Goodall nacque il 3 aprile 1934 a Londra, suo padre era un uomo assente, quasi disinteressato al legame con la figlia, ma c’è un particolare che mi ha colpita molto nel loro rapporto. Poco prima di partire per la guerra regalò a Jane un peluche di scimpanzé, benché il loro rapporto non fosse dei migliori è come se questo regalo avesse in un certo modo predetto il destino di Jane Goodall. Il peluche si chiamava Jubilee e Jane lo conserva ancora dopo tutti questi anni.
A differenza di suo padre, sua madre Vanne fu una figura molto importante, in un’intervista la ringrazia e dice che se lei non l’avesse sostenuta forse non avrebbe fatto tutto ciò che ha fatto. È stata sua madre ad aver sempre sostenuto il suo sogno mentre tutti gli altri ridevano di lei. Vanne l’accompagnò la prima volta in Africa, fu la prima a riconoscere l’amore di Jane per gli animali e la stessa che non si arrabbiava quando da piccola metteva i lombrichi sotto il cuscino.
Jane cresce nella Londra del dopoguerra, lavora prima come cameriera e poi come segretaria, questo le permise di mettere da parte dei soldi per coronare il suo sogno di andare in Kenya, ma con il tempo questo desiderio stava quasi scomparendo tra la noia e la rassegnazione di una vita che non era la sua.
Fu un periodo davvero duro, ma come sappiamo tutte la vita è imprevedibile e a volte può regalarci occasioni meravigliose. E infatti un giorno la sua amica Clo le spedisce una lettera dove la invitava ad andare a trovarla in Kenya, dove si era trasferita con la famiglia. Pensate che a quel tempo Jane impiegò in nave 3 settimane per arrivare a Mombasa e 2 giorni di treno per arrivare a Nairobi.
In Kenya conosce Louis Leakey, uno dei maggiori esperti di animali africani che, vedendo la passione e la curiosità di Jane, le chiese di lavorare per lui, così inizia finalmente la sua avventura.
Le sue giornate africane seguivano sempre la stessa routine sia che ci fosse il sole, il vento o la pioggia lei se ne stava lì, ferma ed in silenzio ad osservare gli scimpanzé, annotando tutto sul suo taccuino e spesso osservandoli attraverso il suo binocolo. Capitava a volte anche che non incontrasse nemmeno uno scimpanzé o vedendola scappavano via. I primi tempi furono duri, immersi nella solitudine, ma Jane, determinata, non pensò mai di mollare.
Jane fece una cosa che non aveva mai fatto nessuno prima d’ora, diede un nome agli scimpanzé per poterli riconoscere, c’era David Barbagrigia (David Greybeard), Golia, Mister Gregor, Flo e la sua figlia Fifi, gli animali solitamente venivano riconosciuti tramite un numero, per lei questa pratica era fuori discussione. Dopo quasi 5 mesi di osservazioni da lontano (e molta frustrazione) uno scimpanzé, per la precisione David, mostrò un atteggiamento diverso, cercava di avvicinarsi a lei. Nei giorni successivi David continuò a comportarsi nello stesso modo, si avvicinava sempre di più e si lasciava guardare senza segni di aggressività. Con i suoi gesti lo scimpanzé la stava facendo entrare nel suo mondo, un mondo nel quale sino ad ora non era entrato nessun essere umano.
La scoperta eccezionale che fece arrivò poco dopo quando un giorno vide David prendere un ramo, pulirlo bene bene, frugare dentro un nido di termiti e mangiarsele. Il modo in cui David aveva pulito il ramo dimostrava che quell’animale era in grado di “fabbricare” uno strumento, ma non solo aveva anche scoperto che gli scimpanzé non erano vegetariani, al contrario di ciò che si credeva. Le scoperte di Jane furono importanti perché è stata la prima ad attribuire qualità umane a degli animali, lei ripete spesso:” Non siamo gli unici esseri con menti, personalità ed emozioni.”
Nella sua vita Jane è partita con zero competenze fino ad arrivare a fondare Il Comitato per la Conservazione e la Cura degli Scimpanzé, ottenere il Ghandi King alla non-violenza, fu nominata come Messaggero di Pace delle Nazioni Unite, ottiene la Legion d’onore francese e fonda Il Jane Goodall Institute per la salvaguardia dell’uomo, gli animali e l’ambiente. Le sue scoperte sono state fondamentali ed il suo lavoro è tutt’oggi importantissimo.
Il suo valore risiede nel suo enorme coraggio e nel suo amore senza confini. Mi piace davvero il suo sguardo dolce, si vede la profondità della sua anima.
Spero che questa storia vi sia piaciuta e vi abbia incuriosite, Jane ci ha insegnato che le difficoltà esistono, ma che esistono anche le vie per vivere la vita che desideriamo.
Se volete su Disney+ c’è il documentario “Jane” che è davvero molto bello.
Volevo lasciarvi con una frase che scrisse lei in una lettera:” Cara famiglia, io sono una persona qualunque che fa quello che ha sempre voluto fare, nella natura dormendo sotto le stelle, osservando gli animali. È possibile? Sono veramente io? Le colline e le foreste sono la mia casa.”
